Tutti quei fumetti che posseggo e che ritengo essere essenziali nella propria biblioteca.Secondo i miei gusti discutibili di vecchio stato giovane negli anni 80

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1992 - Tornando a casa e Storie nere

 

Blackbird: noir, fantascienza e ironia nella mia biblioteca

Per quei pochi — ma affezionati — che seguono i miei articoli, sarà ormai chiaro che la mia formazione come appassionato di fumetti nasce nei primi anni ’90 grazie all’esperienza della ACME Edizioni di Francesco Coniglio.

È lì che ho capito che il fumetto non era soltanto Topolino, ma un universo molto più vasto, fatto di autori italiani e stranieri, storie adulte e linguaggi spesso fuori dagli schemi.

In quegli anni un ruolo fondamentale lo ebbero le riviste contenitore: vere palestre di lettura, dove si potevano incontrare autori diversi e opere che difficilmente trovavano spazio altrove. In questo contesto si inserivano anche pubblicazioni come Terrific, Horror, Torpedo e Neroche contribuivano ad ampliare ulteriormente l’orizzonte.

Sulla stessa scia nasceva Blackbird, collana pubblicata proprio dalla ACME Edizioni nel 1992: una serie di albi brossurati che puntavano dritto al noir internazionale, con una forte presenza di autori argentini e spagnoli. Solo otto numeri, ma tutti estremamente significativi.

All’interno della collana trovavano spazio opere importanti come Alack Sinner, Senza parole, ma anche titoli come Alexis, L’uomo di musica e Hostess, esempi perfetti di una linea editoriale che mescolava noir, introspezione e una certa durezza tipica della scuola sudamericana e spagnola.

Non possiedo la serie completa — anche perché nel tempo parte di questo materiale è stata riproposta da altri editori — ma continuo a considerare Blackbird una collana fondamentale per chi ha vissuto quella stagione.

Oggi voglio soffermarmi su due numeri in particolare: il 4 e il 6, dedicati a due grandi maestri del fumetto spagnolo, Enrique Sánchez Abulí e Jordi Bernet, noti anche per aver dato vita al celebre Torpedo.

Il numero 4, Ritorno a casa, è una piccola anomalia affascinante: un’incursione nella fantascienza raccontata però con il loro stile inconfondibile — ironico, sensuale, grottesco. Rimane impressa la storia del pianeta-carcere popolato da detenuti, sconvolto dall’arrivo di una navicella piena di donne che si riveleranno essere aliene. Un racconto divertente e avventuroso, ma sempre attraversato da quella vena nera che non abbandona mai gli autori.

Il numero 6 raccoglie invece alcune delle loro celebri storie nere: brevi racconti che sono veri e propri gioielli di noir grottesco. Episodi che fanno sorridere per il loro cinismo, ma che allo stesso tempo lasciano addosso un senso di amarezza, quando non di autentico disagio. È proprio questa ambivalenza a rendere il loro lavoro così potente.

Purtroppo, come già detto, le edizioni non sono complete, però danno sempre quel senso bellissimo di nostalgia. Oggi questi libri si trovano a un buon prezzo: sulla “baia”, sui siti dell’usato o nei mercatini. Qualcuno prova a venderli anche a cifre più alte, ma secondo me si trovano tranquillamente intorno ai cinque, massimo dieci euro. Di più non consiglio, perché sono volumi che si reperiscono ancora abbastanza facilmente in giro