Custer, creata da Carlos Trillo e Jordi Bernet, è una serie a fumetti che anticipa e decostruisce la società mediatica contemporanea. La protagonista è una donna la cui vita è costantemente trasmessa da un network televisivo, trasformando ogni gesto e ogni relazione in spettacolo. Trillo costruisce un mondo in cui la telecamera diventa protagonista invisibile e totalizzante, costringendo Custer a confrontarsi con la perdita della privacy, la mercificazione dell’esistenza e la pressione sociale della visibilità. Il tratto realistico e cupo di Bernet amplifica la tensione tra il fascino della protagonista e la sordida città in cui vive, creando un contrasto visivo che rinforza la critica sociale. La serie si distingue per l’uso di una narrazione frammentaria che richiama il montaggio televisivo, anticipando concetti poi popolari nei reality e nelle opere mediatiche come The Truman Show, e pone in evidenza come l’attenzione e il consenso del pubblico diventino nuove forme di potere.
La mai compianta e benemerita ACME di Francesco Coniglio nel 1991, nella collana Black Bird numero 2, pubblicò la saga completa di Custer. Pur avendola letta a puntate su Comic Art grazie a un vicino di casa che mi regalò tutta la serie fino al 1992 — perché da studente non potevo permettermela — non potevo non acquistare il volume, essendo quest’opera tra le più amate da me. La raccolta in un unico tomo offriva finalmente la possibilità di godere dell’intera parabola di Custer in modo coerente e completo, valorizzando il suo potente messaggio sulla mercificazione della vita privata, sul controllo mediatico e sull’alienazione dell’individuo in un contesto dominato dall’immagine e dalla spettacolarizzazione.
La serie non offre redenzione, ma mette a nudo la fragilità umana in un contesto dominato dall’immagine e dal consumo spettacolare, facendo di Custer un’opera visionaria e amara, una riflessione sulla condizione contemporanea e sul controllo mediatico che resta sorprendentemente attuale anche a distanza di decenni. La lettura del volume unico permette di cogliere con chiarezza l’analisi dei media e della loro influenza sull’individuo, facendo emergere come Trillo e Bernet anticipino in fumetto temi poi centrali nella cultura dei reality e nella critica sociale alla spettacolarizzazione della vita privata.
Lo trovate in rete nei market sui 5 euro circa. Ovvio consigliatissimo per chi non conosce questo personaggio.